L’accessibilità si riferisce alla progettazione dell’ambiente creato, nonché all’informazione, alla comunicazione, ecc., affinché esso possa essere utilizzato e percepito da tutti senza bisogno di ulteriore assistenza.

Pertanto l’accessibilità significa che gli edifici e gli spazi pubblici, i luoghi di lavoro e le abitazioni, i trasporti ed i servizi pubblici, gli spazi ricreativi siano progettati per essere accessibili a tutti senza bisogno d’aiuto. Ad esempio, accessibilità significa che il municipio non deve essere raggiungibile solo tramite scalini, ma anche con un ascensore o una rampa, che i moduli non siano espressi in un linguaggio ufficiale e complicato, ma anche in modo semplice, e che anche i sordi possano seguire una lezione. Inoltre, la definizione deve tener conto anche dell’accessibilità in senso digitale. Questo significa che i siti web devono essere progettati affinché tutti possano utilizzarli.

L’accessibilità è utile a tutti: persone disabili e non, anziani, bambini, genitori e persone la cui mobilità sia limitata anche solo temporaneamente. Perciò un ascensore può essere d’aiuto ai genitori con passeggini, agli anziani ed ai disabili. E ciò di cui hanno bisogno le persone con difficoltà di apprendimento (ovvero testi in un linguaggio semplice o contenenti illustrazioni) può essere utile anche agli altri: persone che hanno una scarsa conoscenza dell’inglese, che non sanno leggere o non ne sono del tutto in grado, o a coloro che non hanno familiarità con il posto.

Nel 2006 le Nazioni Unite hanno adottato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che mira alla promozione, protezione e ad assicurare un pieno ed eguale godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutte le persone con disabilità. Questo prevede una piena accessibilità e partecipazione alla vita pubblica e culturale, alla mobilità personale e ad una vita indipendente. Nello stesso anno, il Consiglio d’Europa ha pubblicato il “Piano d’Azione del Consiglio d’Europa per la promozione dei diritti e la piena partecipazione alla società delle persone con disabilità”, che ha l’obiettivo di evitare che i disabili vengano visti come oggetto di attenzioni, ma che vengano invece trattati come tutti gli altri cittadini.

Questo piano d’azione ha dato il via ad un nuovo modo di pensare, che non intende le persone con specifici bisogni di accessibilità come un gruppo che deve ricevere trattamenti speciali, ma che offre qualcosa di utilizzabile ed accessibile PER TUTTI, a prescindere dalla presenza di specifici bisogni di accessibilità o meno.

Questo nuovo modo di pensare si applica al settore ricreativo e del turismo. Il turismo è un servizio di prim’ordine che deve essere accessibile a tutti i cittadini, nessuno escluso, a prescindere dalle condizioni personali, sociali, economiche o di altro tipo.

Dopo essere diventata il novantasettesimo firmatario della Convenzione ONU sui Diritti dei Disabili nel 2011, l’Unione Europea ha sviluppato dei programmi per creare un’Europa senza barriere entro il 2020 per i circa 80 milioni di cittadini europei con disabilità. Viene posta particolare attenzione al tentativo di far godere ai disabili il proprio diritto di spendere il loro tempo libero ed i loro viaggi senza alcuna limitazione.